E' giusto sgridare i bambini in pubblico?

È giusto SGRIDARE i BAMBINI in PUBBLICO?

È stato sgridato in pubblico e messo in imbarazzo. È giusto sgridarlo in pubblico? Qual’è il limite quando fanno una cosa che non va? Come li si gestisce? Ferma? Controlla? Educa?



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Ecco una situazione e alcune domande sullo sgridare i bambini in pubblico:

La scena


educare bambino oltre premi o punizioni » PNL & Bambini » Debora Conti » Sperling & Kupfer » Figli Felici » Crescita Personale » Debora Conti Bimbo (che chiamerò Andrea) di sei anni che giocava con altre compagne ai giardinetti. Una delle bimbe si mette improvvisamente a piangere e accusa il bimbo di averle fatto male. La mamma, che non ha visto la scena e che stava chiacchierando proprio con la mamma della bimba “colpita”, reagisce contro suo figlio immediatamente.

La mamma. Le sue parole sono state: “Andrea, che hai fatto? Le hai fatto male. Chiedi scusa. Non farlo mai più! Vai a chiedere scusa. Va che ti porto a casa subito.” Il tono di voce era alto e il tono aggressivo.

… e non è finita così. La mamma di “Andrea” insiste: si rivolge alla bimba piangente e le dice che poi risolverà punendolo dopo a casa… visto che – chiaramente – il bimbo non aveva alcuna voglia di chiedere scusa.



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Il bimbo: paralizzato dalla situazione, non reagiva, sembrava perso. Guardava da altre parti e non sapeva cosa fare.

La realtà: io, che avevo la scena nella mia visuale, non ho visto nessuna aggressione. Semmai, si devono essere sfiorati (più che scontrati), e non certo di proposito, ma giocando.

Cosa ha sbagliato la mamma del bimbo che ho deciso di chiamare Andrea?


Diverse cose:

  1. Ha sbagliato a urlare.
  2. Ha sbagliato a non chiedere a lui cosa fosse successo.
  3. Ha sbagliato a fare una scena davanti a tutte le mamme mettendo in imbarazzo lui e tutte le mamme che non sapevano se o come intervenire (visto l’impeto della mamma infuriata).
  4. E, anche se fosse stato vero, ha sbagliato a chiedere a suo figlio di chiedere scusa nell’immediato e pubblicamente.
  5. Ha minacciato una punizione che probabilmente non ha messo in atto a casa.

Se fosse veramente accaduto qualcosa di scorretto, il fatto di non aver subito alcuna conseguenza, avrebbe dato carta bianca al figlio per farla ancora.

Lo sapevi?

Lo sapevi che le intelligenze sono nove? Non esistono solo l’intelligenza linguistica o matematica, esistono l’intelligenza esistenziale, spaziale, naturalistica, musicale… guarda qui tutte le intelligenze individuate da Gardner (https://figlifelici.deboraconti.com/sette-intelligenze-podcast/).

Cosa avrebbe potuto fare la mamma di Andrea quindi?


Magari avrebbe potuto:

  1. Andare a vedere se e come la bimba fosse “ferita”,
  2. Chiedere eventualmente scusa lei per il figlio subito per quietare l’altra mamma e la bimba (cosa che non era comunque necessaria, perché la mamma della bimba era tranquilla),
  3. Subito chiedere ad Andrea cosa fosse successo e se lo avesse fatto apposta.
  4. Proporre una alternativa del tipo: “La prossima volta che lei ti fa quella cosa potrai… // Se correte troppo vicini rischiate di scontrarvi e farvi male, la prossima volta correte guardando dove va l’uno e dove va l’altra.
  5. Consolare il figlio smarrito dopo aver scoperto che non c’era nessuna premeditazione nell’eventuale scontro.
  6. Sicuramente, parlare direttamente con lui (volume di voce normale) e non fare dei giardinetti una piazza pubblica d’esecuzione.

E voi? Vi è successo di assistere a situazioni simili meglio gestite? Se i figli fanno errori, è bene avvicinarsi a loro in atteggiamento d’aiuto, dare loro la possibilità di spiegarsi e – poi, appurato il fatto – di rimediare.



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “È giusto SGRIDARE i BAMBINI in PUBBLICO?” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Figli Felici. Ciao, grazie e a presto!


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Comments 2

  1. Ciao Debora,
    io sono quella mamma, nel senso come quella mamma.
    Mi è capitato più volte di fare queste scene… quanto odiavo mia mamma quando mi sgridava in pubblico e poi spesso mi trovo a farlo. Ti seguo sui vari blog, conosco (almeno teoricamente) le visualizzazioni e ci provo… ma ogni volta lo scenario/la causa/la situazione sono diverse … e io ci ricasco!! E poi ovviamente via ai sensi di colpa. Chiedergli scusa per aver esagerato mi sembra faccia star meglio lui… non certo me che mi sento per l’ennesima volta inadeguata.
    Ieri l’ennesimo caso: giardinetti, caldo, ghiacciolo che si scioglie e che per metà cade a terra.
    Io mi allontano un attimo con il fratellino e lui si mette a leccare il ghiacciolo a terra, ma non raccolto e mangiato, proprio leccato dal cemento!! sono scoppiata, non ho neanche urlato, ma gli ho detto che a 8 anni era stupido a fare una cosa così. Non ho detto che aveva fatto una cosa stupida, gli ho detto che lui era stupido! Il peggio del peggio!!
    Penso sia superfluo dire come mi sento!
    Se ci ripenso poi, a freddo, rivedo la scena gestita bene, sgridandolo ma con le giuste parole… i sensi di colpa aumentano, la frustrazione anche e so che la prossima volta probabilmente non la gestirò meglio!
    Vale anche come mamma parlare al passato (quando sbagliAVO, quando urlAVO )?
    Non ci riesco!!
    Scusa lo sfogo.

    Grazie, ciao

    1. Cara Roberta,
      mi metto nei tuoi panni e ti capisco a pieno!
      A 8 anni una scena così mi avrebbe fatto sbiancare. A parte il tuo sfogo del momento, è andata come andata e non mi sembra neanche che tu abbia esagerato… Io consiglio e seguo anche la seguente linea: quando siete entrambi tranquilli, a casa, dopo esservi rinfrescati dal calore dei giardinetti, potresti metterti lì e parlare tranquillamente con lui, CHIEDERE soprattutto, cosa avrebbe potuto fare?, cosa sarebbe stato giusto fare?…
      Tutti sappiamo che quando li riprendiamo nel momento “caldo” non serve a molto. Capiscono, certo, ma sappiamo anche che capiscono meglio “a freddo”, quando il loro cervello limbico è in modalità tranquilla.
      Prova a parlargli, a chiedergli e a coinvolgerlo in momenti di tranquillità,
      Debora

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