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Sbottare e dirgli “STAI ZITTOOOOO”


Cosa possiamo fare per sbottare il meno possibile? Mi scrive una mamma con il figlio che parla a raffica e lei vuole urlare il meno possibile. Vediamo cosa succede nel nostro cervello e tre consigli pratici!

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Capita a tutti noi genitori di sbottare quando la nostra parte limbica, che risponde a pochi semplici stimoli – tra cui il famoso meccanismo “fight or flight” (combatti o scappa) – va in corto circuito. E allora, da buoni mammiferi, o scappiamo e ci rifugiamo nel silenzio della cucina e lavare i ravanelli (io!), oppure sbottiamo e ci scappa l’urlo di Tarzan per pura e semplice sopravvivenza cerebrale ed emotiva.

Urlare una volta ogni tanto non ci rende “cattivi genitori”, ci ridimensiona alla categoria “persone normali”. Per mia esperienza, chi dice che non urla mai ai propri figli o non li vede praticamente mai o sta educando figli “selvaggi” senza limiti.

Ma bando ai casi estremi e torniamo a noi. Ci sono blog di maestre che consigliano di utilizzare giochi/metafore come suggerire ai bambini di immaginare di avere un mash-mellow in bocca, a me (chiacchierona anche da piccola evidentemente) facevano il gesto della cerniera da chiudere per sigillare le labbra, altri che propongono il meraviglioso “gioco del silenzio” per quei preziosissimi 3 minuti di pace e quiete casalinga.

Con il metodo Figli Felici, ti consiglierei qualcosa di efficace, semplice e duraturo per evitare di sbottare di continuo e tenere questa reazione urlata rara quanto d’impatto!



L’esempio è il tuo più grande alleato. Sei una mamma (o un papà) che parla tanto? Ad alta voce? Sei perfino sarcastico a volte? Ebbene, lascia perdere. Non puoi pretendere che i tuoi figli stiano tranquilli a leggere un libro se non ti vedono mai (ma proprio mai) farlo. Non puoi dire ai tuoi figli di stare zitti se poi tu hai difficoltà a stare 5 minuti in solitudine e silenzio.

L’esempio è il tuo alleato per educare e quindi sbottare il meno possibile.


1Non è necessario rispondere di continuo alle 7000 domande che i figli ti pongono, a volte, dopo le prime 10, puoi anche sorridere e annuire. Fantastico e liberatorio! …Sì, certo, ogni tanto interagire, in modo calmo e pacato.


2Preparati una frase cortese che fissa i confini del tuo equilibrio emotivo. Qualcosa come: “Amore adesso la mamma fa qualcos’altro. Ne parliamo quando ho finito”. Poi però devi mantenere la parola data e andare da tuo figlio quando hai veramente finito. Oppure: “Amore, prendi un bel foglio e fai un bel disegno adesso. Ho bisogno di avere silenzio intorno per qualche minuto”.


3Fatti vedere (e sentire) calma/o, magari sfogliando un libro o una rivista, ascoltando musica da camera, contenta di restare in silenzio. Tu NON vuoi scivolare nella figura del “genitore intrattenitore”, tuo figlio ha diritto di gestire i suoi tempi e di annoiarsi a volte.


Lo sapevi?

Lo sapevi che per promuovere l’autonomia dei tuoi figli e le loro capacità di Problem Solving è utile fare loro domande “sinceramente curiose“? Fai domande espresse in positivo e aperte per promuovere le loro soluzioni e creatività.





Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Sbottare e dirgli “STAI ZITTOOOOO”” ti sia piacito. Sono autrice, formatrice e Trainer di PNL a livello internazionale. Ho scritto diversi libri di crescita personale tra cui vari best seller e pubblicato diverse formazioni. Ho ideato diversi metodi di auto-aiuto e amo divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trovo utile.




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