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INTELLIGENZA EMOZIONALE sociale: come CRESCERE tuo FIGLIO nel mondo


Se tu potessi dare a tuo figlio un cofanetto con delle dritte e regole di vita? Se tu potessi individuare i segreti per crescere tuo figlio nel mondo? A stare nel mondo? Ad aiutare il mondo? Cosa faresti? Cosa gli/le consiglieresti?

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Essere parte della società è complesso e mutevole. Siamo sempre più “mescolati” agli altri. Quando ero giovane adulta io e si parlava di internet, uno dei ridicoli timori era che tutti saremmo diventati più soli, nelle nostre case a scrivere un’email all’amico della via accanto.

Oggi sappiamo che internet e i social ci hanno decuplicato le occasioni di interazione. Non siamo isolati, siamo sempre esposti, sempre lì, molto più spesso coinvolti. Oggi sappiamo che è piuttosto il contrario. La tua preoccupazione non è solo quella di aiutare tuo figlio a essere nel mondo, a crescere tuo figlio nel mondo…

La tua preoccupazione è: come posso aiutarlo a essere bene, emotivamente e socialmente nel mondo?

La domanda è super complessa e richiede riflessioni da parte tua e a varie tappe. Eccoti qui semplici spunti per crescere tuo figlio nel mondo socialmente connesso di oggi:


1.Prima di tutto, chiediti di cosa avrà bisogno mentre cresce e quando cresce.
Avrà bisogno di generosità? Altruismo? Spirito di squadra? Capacità di problem solving? E poi: intraprendenza, umorismo, etica? Aggiungi a una lista virtuale tutte le capacità che tu hai e che ti fanno comodo. Poi pensa a quelle che non hai e che ti avrebbero fatto comodo.


2.Tuo figlio è un’altra persona e non te.
Naturalmente, essendo tu un essere imperfetto, non potrai mai pretendere che tuo figlio sia perfetto, sia “tutto” e non abbia difetti. Tuo figlio avrà tendenze verso certi atteggiamenti. Per crescere tuo figlio nel mondo, mantieni una linea di base, socialmente rispettosa, e poi lascia che la sua indole lo trasporti. Verso il gioco di squadra per esempio, o per crescere in solo a scuola o in squadra…


3.Mostra o chiedi. Non dire.
Mostra ciò che va fatto se ci sono le cartacce al parco, non dirlo e poi le lasci lì. Mostra che si fa la raccolta differenziata, non dirlo e basta e poi tu non lo fai. «Si dovrebbe…». Se “si dovrebbe”, fallo. Dopo aver mostrato e dopo che sa (o tu pensi che sappia) cosa è giusto fare in tale occasione, puoi chiedere a lui »Cosa è giusto fare in questa occasione?» Coinvolgilo in risposte attive verso risposte socialmente utili.


4.Considera il fallimento parte del percorso.
Educalo e preparalo a fallire. Educalo a considerare gli errori come parte del percorso, come elemento di miglioria e sprone a fare meglio, GRAZIE ad essi. Esiste molta letteratura oggi in merito e filosofia del fallimento. Quasi tutti conosciamo le storie di successo di Steve Jobs licenziato e Marilyn Monroe che doveva finire a fare la segretaria. Cerca anche esempi di fallimento e risalita nel vostro piccolo, in amichetti che hanno fatto una caduta in squadra e da lì si sono rialzati. Trova esempi di amici e parenti che ispirino. Tu stesso sei fonte di ispirazione: quando hai fallito in passato e cosa hai fatto?


5.Il mondo ha bisogno di voi.
Siamo un pianeta sovrappopolato. Siamo in tanti. Nel mondo esistono interessi che sostengono il mercato del petrolio, dal farmaco e alcuni mercati alimentari malsani e corrotti. Cosa fare? Ignorare? No di certo. (Ma neanche diventare paranoici, nella paranoia c’è poco di socialmente utile o di intelligenza emozionale sociale). Aiutalo ad aiutare nel suo piccolo: piantare una pianta nel giardinetto pubblico dietro casa, ripulire una cartaccia, gettare gli avanzi del mandarino nell’indifferenziato fuori e nell’umido a casa… Il mondo ha bisogno della sua intelligenza e della tua. Non diventare paranoico per una doccia di piacere che si merita quando poi vai al bar a bere un caffè che ha richiesto 140 litri per essere fatto, o ti mangi un bell’hamburger che ha richiesto 1000 litri. Non voglio affatto sfruttare il facile terrorismo, vorrei solo che tu mettessi le cose nella giusta prospettiva.


6.Aiutalo ad ascoltare.
Aiutalo ad ascoltare ed è già un grande mezzo di aiuto sociale. Ascoltare empaticamente, letteralmente gli permetterà di creare legami seri, aprire porte importanti. Ascoltare è un’abilità importantissima. E prima di insegnarlo a tuo figlio, impara tu stesso ad ascoltarlo empaticamente quando torna a casa con un problema da scuola. Sappiamo che minimizzare non aiuta. Sappiamo che prospettargli un futuro ancora più complicato non aiuta. Sii sincero ma prima avvicinati amorevolmente per comprensione e accoglienza. Punto.


7.Esprimi anche disaccordo. Ma nel giusto modo.
Quando non si è d’accordo è giusto dirlo e è bene insegnare a tuo figlio come essere in disaccordo e manifestarlo. Ascoltalo, mettiti anche nei suoi panni, senti il suo punto di vista e poi dai il tuo contributo. Essere in disaccordo è esprimere un’opinione e non iniziare una guerra. Non siete “voi” come persone a scontrarvi, sono solo due opinioni. Accettare l’opinione altrui, anche se non la si comprende a fondo, rispetta in toto o si fa propria, è una skill sociale che tu vorrai trasferire a tuo figlio. Ivi comprese le parole per rispondere educatamente rifiutando: «Ti ringrazio del tuo interessamento. Ci penserò su, grazie. Ora dimmi, come è andata a scuola con matematica stamattina?» Come vedi, il figlio accoglie, ringrazia e poi cambia discorso. Va da sé che non ha detto che accetterà il consiglio, né si è permesso di criticarlo. Se avesse voluto parlarne, l’avrebbe fatto nell’ottica di approfondire il concetto, per sincero interesse.


8.Mostrati umano.
Per crescere tuo figlio nel mondo mostra quando sei triste e come gestisci la tristezza (in modo socialmente e personalmente utile naturalmente!), mostra cosa fai quando sei arrabbiato con qualcuno. Mostra cosa si fa con le grandi emozioni. Farà come fai tu e non certo come propongono certi film o serie televisive. Gestire bene le emozioni è fonte di controllo emotivo e di buone interazioni sociali. Quando sei triste dillo e capirà. Poi mostra cosa fai per gestire la tristezza e poi cambia disco. Non resterai mica triste per tutta la giornata?


9.Rispetta i suoi sentimenti e non cambiarli.
Se è un tipo competitivo, veicola il suo senso di competizione, con se stesso? Nello sport? In abilità scientifiche o artistiche? Nelle prove scolastiche? Se è arrabbiato non negare, non minimizzare. Accogli, ascolta e poi aiuta con domande a fargli trovare una soluzione. Per crescere tuo figlio nel mondo, sono i momenti di tensione e di difficoltà che fanno la differenza. Se non vuole scusarsi adesso, lo farà dopo, quando gli sarà passata. Se ha voglia di restare da solo ora, rispetta il suo momento e poi ne parlerete.


10Mostra la capacità di perdono. E tutto il resto…
Mostra con l’esempio che il perdono è più per sé che per “l’altro”. Idem per i sensi di colpa: mostra come siano inutili, tanto quando i rimorsi o la vendetta.


«In pratica, devo essere perfetto per educare?» No, impossibile. Ma è l’occasione per fare cose giuste partendo da te per aiutare l’amore più grande della tua vita, loro. Mostra disciplina in certe cose di casa, mostra responsabilità per successi e fallimenti. Crescere tuo figlio nel mondo è difficilissimo e non verrà mai fatto alla perfezione. Spesso però riesce meglio di quanto mai ci aspettavamo. Sono esseri distinti che pensano, vivono, rielaborano e giungono a risultati straordinari.


Lo sapevi?

Lo sapevi che i bambini amano sentirsi parte della famiglia e che vogliono sentirsi capaci di dare il loro apporto distintivo? Questo bisogno sociale in inglese suona così: “Belonging anche Significance” ed è correlato alla autostima che si crea mano a mano, giorno per giorno.





Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “INTELLIGENZA EMOZIONALE sociale: come CRESCERE tuo FIGLIO nel mondo” ti sia piacito. Sono autrice, formatrice e Trainer di PNL a livello internazionale. Ho scritto diversi libri di crescita personale tra cui vari best seller e pubblicato diverse formazioni. Ho ideato diversi metodi di auto-aiuto e amo divulgare in modo semplice e pratico solo ciò che trovo utile.




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