Il pianto dei bambini – dedicato alle neo-mamme

Il pianto dei bambini è tremendo, fonte di stress per chi lo subisce. E allora, dedico questa meravigliosa poesia di Alessandro Volta a tutte le neo-mamme che – come capitò a me – si trovano spiazzate da questo pianto apparentemente ingiustificato e protagonista nelle lunghe giornate con i neonati.



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Cara neo-mamma,
consolati perché poi “non va sempre peggio” come dicono gli altri credendo così di consolarti (!), poi migliora. Tuo figlio parlerà, si spiegherà, tu gli insegnerai a parlare chiaro e a volume di voce normale, tu darai il tuo esempio sereno e dolce e tuo figlio presto, prestissimo inizierà a dormire tutte le notti. Dimostragli affetto, soddisfa il suo bisogno di contatto e appartenenza e poi tutto il resto (capricci, terribible twos, aggressività, piagniucolii… ti risulteranno gestibilissimi).

Il pianto dei bambini piccoli poi finisce, il suo amore per te e il bisogno di stare con te non finirà mai, aiutalo a crescere e pensa in prospettive più ampie. Come lettura per questa difficile fase ti consiglio il meraviglioso libro di Tracy Hogg, Il linguaggio segreto dei nenoati. Crescilo con dolcezza e tieni sempre a mente il suo bisogno di sicurezza e appartenenza. Promuovi allo stesso tempo l’autonomia e la gestione delle sue emozioni. Come? Anche da neonato? Ma certo, se già a 5 mesi impara a gestire il disagio di una breve separazione dalla mamma, da grande sarà più facile che gestisca la messa a letto in un’altra stanza, la notte intera, l’inserimento al nido…

Cara neo-mamma, ti dedico con amore e comprensione la poesia sul pianto, leggila e divertiti perché è vera in ogni pianto del tuo splendido nuovo amore.


UE UE UE UE UE UE UE UE . . .


Piango fin che mi pare e piango più che posso.
Piango perché non so parlare.
Piango per solidarietà con i miei amici.
Piango come piangono i bambini in tutto il mondo.
Piango così qualcuno prima o poi verrà.
Piango perché non so cosa fare.
Piango perché sono stufo di guardare il soffitto bianco.
Piango perché ho fatto tanta cacca.
Piango perché ho caldo, perché ho freddo, perché sto bene, ma non voglio darvi la soddisfazione.
Piango non so perché, ditemelo voi se lo sapete, oppure chiedetelo al pediatra che lui ha studiato.
Piango perché per ora è la cosa che so fare meglio.
Piango perché così creo un gran bel putiferio.
Piango perché anche voi alla mia età piangevate.
Non ricordo più perché ho iniziato a piangere, ma prima un motivo sono sicuro che c’era.
Ovviamente piango perché ho fame e non arrivo ancora alla maniglia del frigo.
Dopo il pasto piango perché ho mangiato troppo e ho l’aria nella pancia.
Piangere però non fa male, non si muore di pianto, anzi se non piangessi morirei.
Quando piango sono sicuro che vi ricordate di me e che state male per me.
In realtà io non piango mai per niente, quando piango è perché voglio qualcosa e alla mia età i desideri e bisogni corrispondono sempre.
Perciò non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire di cosa ho bisogno così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli.
E fra poco si ricomincia…

Alessandro Volta





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