GENITORI ZEN: PRENDERSI CURA DI SÉ PER LORO, COME SI FA?

GENITORI ZEN: prendersi cura di sé per loro, COME SI FA?

Come si fa a prendersi cura di sé per aiutare al meglio i propri figli? Su cosa punta per diventare genitori zen? Quali sono i segreti di quei genitori che sembrano essere sempre amorevoli, mantenere sempre il tono di voce giusto e accogliere qualsiasi stato emotivo del proprio figlio?



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1.I genitori zen hanno una visione a lungo termine.
Se il bambino è frustrato, preferiscono farlo sentire a disagio in una situazione nuova per 5 minuti e aspettare (al loro fianco) che il bambino si risolva il problema da solo. Il genitore zen, quello quasi perfetto, sa che è meglio aiutare il figlio a “sbrigarsela da solo” nella pratica come nella sfera emotiva. Come? Il genitore zen fa domande, lo sprona a trovare le sue soluzioni, lo incoraggia, ma gli resta accanto. E poi, si complimenta quando ha raggiunto l’obiettivo o parte di esso.

2.I genitori zen apprezzano il silenzio.
Sanno che le ramanzine sul momento non servono a granché, sanno che le parternali eterne non sono ascoltate veramente. Il figlio coglie il senso, il tono ma non il messaggio. Il genitore zen sia per il benessere emotivo del figlio, sia (e forse soprattutto) per il suo proprio benessere emotivo, apprezza i silenzi. Non interviene sempre, lascia fare, lascia sbagliare, lascia sfogarsi. Poi dopo sistema le cose emotivamente pendenti insieme al figlio.



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3.I genitori zen sanno gestire la propria soddisfazione personale e gestire la frustrazione
E’ una persona che sa gestire la rabbia per quei cinque minuti e poi passa ad altro. E’ una persona che sa accogliere le sue tristezze, delusioni, frustrazioni e le usa, le sfrutta a suo vantaggio, magari non nell’immediato ma a lungo termine sicuramente. Il genitore che pensa anche a se stesso, che coltiva hobby, che si impegna nel lavoro perché gli interessa e coglie aspetti interessanti… Quel genitore che non vive solo per accontentare o servire i figli, quello è un genitore che si prende prima cura di sé e così anche meglio dei propri figli. E’ un genitore che non è sempre disponibile perché se il figlio deve studiare pagina 85 ma in quel momento il genitore ha una partita di cricket da giocare, ci andrà e poi aiuterà il figlio a correggere la pagina. Si sentirà in colpa? Affatto. Si sentirà appagato e amorevole.

4.I genitori zen spesso fanno meditazione, o quasi
Sì, si fermano per cinque minuti, ascoltano musica rilassante, si sdraiano in silenzio per terra o sul divano… Oppure camminano, corrono, nuotano: si isolano e lasciano che il corpo parli. La meditazione non è un’azione passiva, è un’azione di ascolto del corpo. C’è silenzio esternamente perché si è occupati ad ascoltarsi e ad accogliersi, per poi lasciare andare.

5.I genitori zen ascoltano letteralmente
Sanno ascoltare le parole dei figli, sanno ristrutturare parolone, limiti, paure. Se il figlio dice che tutti lo hanno preso in giro, con un paio di domande, il genitore attento arriva a scoprire (e a far capire al figlio) che solo due compagni su 28 lo hanno preso in giro. E’ la parola “tutti” messa in discussione, non la tristezza o frustrazione del figlio. Il genitore attento è colui che ascolta letteralmente e accoglie, per poi guidare con domande mirate il figlio verso le sue soluzioni.

6.I genitori zen si connettono empaticamente
Se il figlio perde un gioco, si dispiace e glielo fa sapere. Poi dolcemente passa ad altro sentimento insieme. Se il figlio è arrabbiato, riconosce il sentimento del piccolo. Idem se il figlio è orgoglioso di sé, fiero, contento. Sottolinea le sue emozioni e aiutalo a capirle per gestirsi al meglio. Il genitore che si connette empaticamente con il figlio, accoglie qualsiasi sua emozione, anche forte rabbia. Non la giustifica, non la sminuisce, la accoglie. Poi con l’esempio, le parole, la veicola. E’ facile? Assolutamente no. Vedi sotto cosa ti suggerisco per imparare a farlo.

Lo sapevi?

Lo sapevi che per promuovere l’autonomia dei tuoi figli e le loro capacità di Problem Solving è utile fare loro domande “sinceramente curiose“? Fai domande espresse in positivo e aperte per promuovere le loro soluzioni e creatività.

7.I genitori zen sanno che sono un esempio
I genitori zen parlano poco ma mostrano tanto. Mostrano come gestire un errore, come superare una caduta, come si coltiva un’amicizia, come ci si prende cura del mondo, come si gestisce la gioia, la frustrazione, l’amore di coppia…

crescere figli educati » PNL & Bambini » Debora Conti » Sperling & Kupfer » Figli Felici » Crescita Personale » Debora Conti Benissimo. Le premesse sono perfette e ti piacerebbe essere un genitore zen, ma come si fa? Innanzitutto rileggiti questo articolo per riflettere sulla tua vita e adattarlo a occasioni di oggi e nei prossimi giorni per mettere in pratica le indicazioni. Poi, copia, modella altri genitori, quelli che tu ritieni “zen”: come fanno? Cosa fanno? Che rilassatezza del viso hanno? Parlano? Quanto? Cosa fanno allora? Scopri e prova a copiare. Ti piace sentirti così? infine, fatti un giro su questo sito per scoprire cosa ti offro come soluzione formativa per avvicinarti all’immagine di genitore zen, non perfetto ma quasi.



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “GENITORI ZEN: prendersi cura di sé per loro, COME SI FA?” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Figli Felici. Ciao, grazie e a presto!


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