DARE REGOLE AI BAMBINI, PER NON VIZIARLO

Dare REGOLE ai BAMBINI, per NON VIZIARLO

È importantissimo dare regole ai bambini e altrettanto importante sapere come dare regole ai bambini. Ecco alcune dritte per sapere come dare delle regole ai tuoi figli.



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Le regole dovrebbero mantenere alcune precise caratteristiche per funzionare, vediamole insieme:

1.Scegli un numero limitato di regole.
Non puoi controllare tutto. Fai in modo che non siano più di 10 le regole da rispettare. Le regole in casa nostra non sono scritte e possono mutare con la crescita delle figlie. Ad esempio, ora siamo nella fase dei giochi più animati perciò è importante stabilire la regola che “Puoi giocare a palla in casa solo con la palla molle e in corridoio”. Ciò implica che non possono giocare vicino alla TV o a computer o in cucina con possibili fuochi accesi (!). Riserva le regole per cose importanti come evitare pericoli o promuovere caratteristiche della personalità importanti.

rabbia capricci » PNL & Bambini » Debora Conti » Sperling & Kupfer » Figli Felici » Crescita Personale » Debora Conti Altra regola in casa nostra è il chiedere le cose usando il per favore e la frase al condizionale. Se mia figlia “grande” di 5 anni dice: “Voglio ancora pasta”, la correggiamo sempre chiedendo di riformulare la frase. Prima, per mesi, dovevamo suggerirla noi e farla ripetere… Ora si corregge da sola (ancora previa nostra richiesta però) e dice: “Per favore, potrei avere ancora della pasta?”

Altra regola in casa nostra è che non ci si rincorre per casa, perché è pericoloso (e rischiano di spaccarsi la testa). Anche perché il rincorrersi capita di solito la sera e tra stanchezza e sovra-eccitazione eventuale, il danno è dietro l’angolo. Per mettela in positivo riformuliamo così noi: “Non ci si rincorre. Camminate con calma. Venite qui, dai che ci laviamo i denti/mettiamo il pigiama”… o proponiamo un’altra attività per distrarre le bimbe.

Ultimo esempio di regola in casa nostra è che “Se sporchi, pulisci”. Certo, con l’eventuale aiuto della mamma che fornisce di straccetto imbevuto di acqua calda o di asciugamano per asciugare l’acqua rovesciata ma desideriamo che le nostre figlie imparino il valore delle azioni altrui.



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2.Sii flessibile per casi eccezionali.
L’eccezione conferma la regola, si dice. Se per esempio hai una regola in casa che non si guardano i cartoni prima di un certo orario, potresti consapevolmente ignorare la regola quando tuo figlio è a casa malato. In casa nostra è così, noi abbiamo la regola che non si accendono i cartoni prima delle 17:30 ma, se una bimba è malata, allora permettiamo anche un cartone al mattino e uno dopo la nanna.

Ma liberamente… Tanto sappiamo che poi chiuderà gli occhietti o si stancherà lei stessa di stare sul divano. Abbiamo figlie appassionate di cartoni ma credo, come tanti altri bimbi, dopo un po’ la TV stanca e allora è tempo di fare altro. In generale, se si distraggono o si mettono a giocare, è il momento di cambiare e – semplicemente – facciamo altro, un gioco in sala o in stanzetta.

Lo sapevi?

Lo sapevi che i bambini amano sentirsi parte della famiglia e che vogliono sentirsi capaci di dare il loro apporto distintivo? Questo bisogno sociale in inglese suona così: “Belonging anche Significance” ed è correlato alla autostima che si crea mano a mano, giorno per giorno.

3. Fai in modo che le regole ai bambini siano corrette e rispettose di tutti in famiglia.
Se il tempo per la televisione è dalle 17:30 alle 18:30, evita di passare tutta la domenica pomeriggio davanti alla televisione… Sei grande ma non sei speciale! e non addurre a scuse vacue come il fatto che tanto i tuoi occhi alla tua età sono già rovinati… Invece lui deve preservarli perché poi a 40 anni bla bla bla…

Le regole devono aderire a te come a tuo figlio: non puoi imporre una regola ingiusta del tipo “quando la mamma cucina, fuori dalla cucina”, perché tuo figlio magari vorrebbe aiutarti, condividere, passare del tempo con te, sentirsi utile, promuovere la sua autostima…

4.Non confondere le regole ai bambini con le routine.
Le routine sono delle sequenze di azioni da fare in occasioni precise. Si torna a casa e ci si lava le mani. Le routine sono da stabilire insieme ai tuoi figli e poi da ricordare, disegnare e appendere da qualche parte visibile.

Non sprecare l’energia di una regola per una routine. Ad esempio, una regola è “Parla a volume di voce normale” (sempre per ricercare l’opposto positivo e non nominare il negativo), una routine è quella prima della nanna. Una routine è azioni in successione, anche divertenti; una regola è una cosa da non fare… O meglio il suo opposto positivo da richiedere.

5.Sii coerente con le tue regole.
Se dai una regola mantienila a tutti i costi. Se esigi il “per favore” potresti anche arrivare a fingerti sordo fino a che tuo figlio non lo usa. È vivamente consigliabile in questo caso AVVISARE il bambino di ciò che farai prima che accada. “Amore, ho deciso che da oggi in avanti, se non usi il ‘per favore’ per chiedermi le cose io non ti risponderò e continuerò a fare quello che sto facendo”. E poi, sarebbe corretto nei suoi confronti testare se ha capito e chiedere un suo feedback.

6.Fai che le regole ai bambini siano brevi.
Non sono ramanzine o paternali, sono regole che devono essere rispettate da tutti e perciò anche dai figli. Poche parole sono sempre meglio di troppe, con i figli e in generale.

Trasforma le tue regole in “opposto positivi” e il più condensate possibile. Spiega, ma non troppo. Per la regola della televisione non devi necessariamente spiegare la miopia, la percezione della tridimensionalità, la vita… Basterà dire che sennò si rovinano gli occhietti e che poi potrebbe diventare nervoso.



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Dare REGOLE ai BAMBINI, per NON VIZIARLO” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Figli Felici. Ciao, grazie e a presto!


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Comments 2

  1. Cara Debora,
    buongiorno.
    Mi sto acculturando con le tue rubriche ed il tuo libro, in quanto molto spesso mi sento in difficoltà. Preciso che la mia bambina è già grande, in quanto ha 8 anni, ma credo che non sia mai troppo tardi per imparare ad essere genitori efficaci.
    Riguardo alla questione delle regole, non in questo articolo, ma in un altro sull’argomento, scrivi di rispettare i tempi dei bambini e le loro attività.
    Il mio punto è questo: ritengo giusto aspettare che finiscano un’attività, anche se non sempre ci riesco. Nello specifico, non ci riesco mai, sistematicamente, quando l’attività è guardare un cartone oppure un qualsiasi programma per bambini in televisione. In questo caso, il mio intervento deve essere sempre deciso, del tipo che devo spegnere la televisione o chiedere con insistenza questo alla mia bambina, altrimenti lei non verrebbe mai a tavola per la cena, a prepararsi per andare a letto etc…etc..
    Come sarebbe giusto agire in questi casi?
    Sono sicura che è un errore intervenire in questo modo brusco, ma non so come fare. O meglio, a volte riesco ad essere convincente, altre volte proprio no. Inoltre, non è possibile stabilire degli orari per la televisione, in quanto la mia bambina torna a casa dopo la scuola e le varie attività intorno alle 19.00, per cui la prima cosa che fa quando si entra in casa è accendere la televisione…Io la capisco, capisco che vorrebbe rilassarsi, ma per noi è deleterio.
    Insomma, come fare?
    Grazie ed un saluto,
    Rita

    1. Post
      Author

      Ciao Rita e grazie, sì, non è veramente mai troppo tardi e ti ringrazio della lettura di articoli e libro.
      Hai provato a giocare d’anticipo: 10 minuti prima potresti dire “Ok, questo è l’ultimo cartone perché poi è l’ora di mangiare. Quando finisce questo e c’è la sigla spegni per favore e vieni a tavola a mettere le posate.”
      Cosa ne pensi? Se poi senti che la sigla passa e non spegne agisci tu perché “Questo era l’accordo. Mi fa piacere se lo rispetti, la prossima volta sarò proprio contenta se spegnerai tu la TV a fine cartone quando te lo chiedo, grazie”.
      Mi raccomando: tono fermo, discendente, volume normale. Non c’è astio, non c’è aggressione, c’è guida e indicazione.

      Mi raccomando fra noi: fammi// facci sapere 🙂

      Un abbraccio
      Debora

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