COMPORTAMENTO oppositivo: COSA FARE?

Parliamo di quei comportamenti oppositivi che tanto ci lasciano spiazzati e dinnanzi ai quali non sappiamo bene cosa fare. Dinnanzi a un bambino che ti urla di “no” e poi ti tira pure un calcio, che getta ciò che ha in mano e se ne va: cosa possiamo fare?



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Ci sono genitori che si imbarazzano, si disperano, si preoccupano. A volte, davanti a un comportamento oppositivo appena accaduto, un genitore non sa bene cosa fare, come re-agire: e allora alziamo la voce, ci arrabbiamo (più di loro!), usiamo le punizioni, esageriamo con le restrizioni (illogiche).

Respiriamo e iniziamo a definire un comportamento oppositivo e poi vedremo cosa è bene fare e cosa è meglio evitare.

Distinguiamo subito uno “sporadico” (e poi definiremo “sporadico”) comportamento oppositivo da un disturbo oppositivo-provocatorio (ODD). Quest’ultimo, l’Oppositive Defiant Disorder è definito dal DSM-V come “un atteggiamento di rabbia e ostilità, con comportamenti provocatori e negativi o di vendetta che durano da almeno sei mesi”.

I comportamenti oppositivi occasionali (ecco perché sporadici) di alcuni bambini potrebbero essere dovuti a disagi momentanei o potrebbero preparare il terreno a disturbi della condotta (DC) o Disturbi Oppositivi Provocatori (ODD).

Chi mi segue lo sa: a me non piacciono le sigle e le categorizzazioni.

Mi piace andare nel concreto, verso le risoluzioni… Cosa possiamo fare QUNDI per correggere quei comportamenti oppositivi occasionali e per prenderci cura dei nostri figli? Cosa possiamo fare per aiutarli a coltivare un corretto atteggiamento propositivo verso se stessi e la società che li circonda?

I manuali psicologici come il DSM-V forniscono linee guida operative agli psicologi e servono per aiutare a diagnosticare. Poi però dietro una sigla c’è sempre una persona con una sua storia unica, con altre persone che le stanno accanto, che forse sbagliano, che possono correggersi, aiutare… Molto spesso, risolvere! Vediamo alcune situazioni e cosa è bene FARE e NON FARE con un bambino che ricorre a comportamenti oppositivi:

1Se è un toddler, cioè è nei suoi 2 o 3 anni, direi che è assolutamente normale che a volte getti le cose, si ribelli e si voglia imporre. Sta scoprendo l’autorità, come interagire e relazionarsi con gli altri… Sta scoprendo che al mondo esistono le regole, che non c’è sempre e solo lui. Prima cosa: non arrabbiarsi, sorridere e accogliere. Tu che sei genitore di un toddler devi essere contento che si ribelli: è psicologicamente sano che lo faccia in questa fase di creazione della sua indipendenza, agenticità e autostima. Sorridi, contieni in caso di pericolo e insegna con pazienza e gradualità cosa è giusto fare.

2E’ inutile e sbagliato punire i figli di continuo. Di punizioni parlo in un altro articolo e ne parlo sempre nella formazione di Figli Felici, tra corsi e online. Esistono punizioni illogiche e inefficaci e esistono “punizioni” che sono “solo” momenti di calma. Si tratta di semplici momenti di astensione da stimoli e da attenzione. La “punizione” è quei 2 o 3 minuti di calma, da solo o con la mamma, sul divano o su una seggiolina in corridoio (e non chiuso dietro una porta!) o sul letto a leggere… Poco importa se sia una sedia o il cuscinone, l’importante è che venga spiegata con serenità (mai urlata) e che non debba mai essere “violentemente” imposta, tra strattoni e spinte.

Conosco una mamma che

Conosco una mamma che per qualsiasi cosa mette in “punizione” (per settimane!) suo figlio. Quel povero bambino è privato di giochi, giochini e televisione per giorni e giorni, semplicemente perché magari a scuola ha tirato un calcio a un compagno. Purtroppo, è stato provato che questo tipo di conseguenza, definita “illogica”, non serve a diminuire il comportamento aggressivo, piuttosto crea danni alla personcina emotiva in crescita. La mamma in questione è (purtroppo) convinta che se non fa così adesso, poi suo figlio non avrà rispetto e regole in futuro. Purtroppo non ho la giusta confidenza per aiutarla a capire che facendo così non otterrà un figlio educato ma, forse, un figlio che si allontanerà appena potrà.



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3In casa e in famiglia, mantenete un clima sereno: niente minacce, niente urla persistenti (certo, quell’urlo al giorno ci sta :-). Spiegate le cose ai vostri figli e coinvolgeteli emotivamente e nelle attività famigliari. Un bambino con comportamenti oppositivi si sente in disparte, vuole essere considerato di più, vuole attirare la nostra attenzione… E lo fa anche in malo modo.

Non reagire, agisci.

Se tuo figlio sta adottando comportamenti oppositivi in questo periodo per attirare la tua attenzione non re-agire. Come mamma e come coach di genitori attenti, preferisci promuovere l’azione. Il genitore che AGISCE (e non solo re-agisce) è un genitore proattivo, un genitore che educa non di rimbalzo ma che fa partire i giochi. Il genitore che AGISCE è un genitore che promuove, propone, ascolta, si complimenta, accresce e cura l’emotività del figlio.



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4Incoraggiate, coinvolgete, complimentatevi con loro. Proprio con un bambino che manifesta un comportamento oppositivo è importante utilizzare il rinforzo positivo. E’ facile cadere nel comportamento di risposta: lui è violento, tu sei violento; lui è irrispettoso e tu lo ignori… Proprio con questi bambini è importante passare del tempo insieme, ascoltare, fare cose semplici anche in casa, sorridere amorevolmente. Un complimento per un’azione corretta vale più di tanti suggerimenti dati! Un lavoretto in casa fatto insieme vale più di un giro alle giostre!

I genitori migliori siamo noi

Noi siamo la generazione di genitori migliore della storia, per mantenere questa reputazione è importante continuare a fidarsi di noi, del nostro amore, del rispetto che diamo ai nostri figli e di quello che vogliamo da loro. Si cresce veramente insieme e con gli strumenti giusti che io posso condividere con te nella formazione Figli Felici nelle sue forme, tra corso dal vivo e formazione online.



Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “COMPORTAMENTO oppositivo: COSA FARE?” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, qui sotto, di presentazione del metodo Figli Felici. Ciao, grazie e a presto!



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Comments 2

  1. Ciao Debora,
    il mio primo figlio di 9 anni è sicuramente un bambino oppositivo e sempre, sempre sempre provocatorio. Deve sempre portarti al limite e oltre. Il basta non ha valore o significato, se non quello di testare il punto di rottura.
    Mi riconosco nel genitore che descrivi: urlo, spesso non sono amorevole, spesso sono nervosa e so che il suo comportamento è conseguenza di tutto ciò. Ci sto lavorando, ma cambiare non è mai facile.
    Però ultimamente ha il continuo bisogno di trasgredire anche piccolissime regole, dentro e fuori casa. Per es. la maestra dice di aspettare un attimo ad uscire dall’aula… e lui esce; la catechista dice di non entrare in quella stanza e lui entra.
    Il risultato è che questo bambino viene sempre sgridato da tutti. Ci tiene anche a dirmi tutte le sgridate che riceve, dice che dopo che me le ha raccontate si sente meglio e le “cancella”, se non me lo dice continua a pensarci. Io ho preso l’abitudine di non sgridarlo per le cose per cui è già stato sgridato da altri (tranne nel caso di cose gravi ovviamente). Ma davvero non so cosa fare.
    Non mi interessa avere figli ubbidienti e soldatini, ma questo atteggiamento di dover sempre trasgredire mi spaventa anche: ora si tratta di entrare in una stanza, da adolescente cosa sarà?
    Che parole giuste posso dirgli per fargli capire che rispettare le regole porta dei vantaggi? E che a lungo andare chi si comporta sempre male rischia di essere lasciato in disparte?
    Ho anche un altro figlio più piccolo e caratterialmente più sereno e tranquillo, quindi a volte mi consolo dicendomi che io ho tanti difetti come persona e come mamma e sicuramente faccio degli errori, ma forse non dipende neanche tutto sempre e solo da me.

    Grazie, ciao
    Roberta

    1. Ciao Roberta, è vero quello che dici, le regole sono utili. Usa domande e fai in modo che ci arrivi da solo: nel calcio, quando giochi che regole bisogna rispettare? E cosa succederebbe se gli avversari toccassero la palla con le mani? … e fai in modo che ci arrivi da solo.

      Se – magicamente – parli più in modo propositivi, eviti di urlare, e parli di meno se necessario, le tue indicazioni saranno ascoltate.

      Quando trasgrediscono non lo fanno per andare contro qualcuno, lo fanno perché sentono che possono sfidare i limiti ed è divertente (per loro) scoprire dove sono questi limiti.

      E’ tuo compito assecondare la sua indipendenza e insieme gestire la sua educazione al rispetto degli altri e delle regole.

      Ti consiglio la nuova e aggiornata video formazione: https://www.deboraconti.com/figli-felici/formazione-online-figli-felici/

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