Come smettere di urlare ai tuoi figli in 28 giorni

Quante volte ti sei ritrovata/o ad urlare ai tuoi figli e dire cose inutili? Poi, a fine strigliata, dirti che sei stanca/o di urlare ai bambini, che tanto non serve a nulla



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E, inoltre, ti sentivi anche spossata o stanco. Hai perfettamente ragione. Urlare troppo spesso ai bambini fa male a noi e non aiuta la loro crescita.

In questo articolo ti propongo un percorso semplice e poco impegnativo per almeno ridurre drasticamente le urla in casa. I periodi più temuti da noi genitori, e io sono la prima, sono le vacanze a casa, magari con il brutto tempo fuori, e bambini da gestire 24h. Primo giorno: ok. Secondo giorno: ok. Terzo giorno: stanchi. Quarto giorno: noia. Quinto giorno: aiuto. Sesto giorno: AHHHHHHH! E qui il nostro cervello pacato e zen si scatena e scatta all’ennesimo battibecco, capriccetto, litigio, disastro. NORMALE.

Sono una tipa semplice io, e forse la formazione allo Yale Parenting Center e il mio background in PNL mi hanno aiutata. Non credo che urlare qualche volta ai nostri figli li traumatizzi per la vita, questa è facile psicologia X=Y. Credo che urlare faccia male più a noi e non serva a nulla. Credo che tanto loro non capiscono il messaggio e non serva all'”educazione” nel più stretto senso della parola. Credo anche che, a lungo andare, urlare ci stressi e rischi di ammalarci. Attenzione quindi!

In altri articoli, ho già parlato del nostro cervello che va in tilt, leggiti questo articolo se vuoi dopo. Il lato positivo è che ci rende sani, normali e ci fornisce una giustificazione neurologica. Il fatto è che se abusate, le urla non aiutano molto. Oggi voglio trovare un modo semplice per smettere – o almeno ridurre drasticamente le urla in casa, per il tuo bene e per la crescita equilibrata dei tuoi bambini.

Perché urli?


Ecco due idee a caso… Perché ha allagato il bagno? PErché non vuole fare i compiti? Perché non vuole mangiare le verdure che hai cucinato e che avevate scelto insieme prima di cena? Perché continua a chiedere “perché”? Perché parla sempre!?! Perché urla appena alzato? Perché chiede sempre regali? Peché scrive su muri? Perché salta dal divano e rischia l’osso del collo? Perché non ti ascolta? Perché strappa i capelli alla sorella? Perché ruba un gioco al fratello e poi gli fa “Nana, na, nana”? TUTTO MOLTO C L A S S I C O!

Distinguiamo le urla dal tono di voce.


Facciamo una importante premessa. La voce è importantissima per un genitore di bambini piccoli (fino ai 6 anni almeno), ancora di più del contenuto del suo messaggio voglio dire.

Se non impari a gestire il tuo tono di voce e se non lo vari tuo figlio non capirà granché di urgenza, gravità, danni… Facciamo un esempio: si avvicina ai fornelli con la palla, cosa fai? Se dolcemente, a mo’ di Cenerella della Disney, gli dici che è pericoloso, che si deve allontanare all’istante, che… Ormai, si è bruciato tutto. In casi di urgenza è fondamentale saper usare il volume e il tono di voce fermo: “Attenta, via da i fornelli con la palla. Vai in sala per favore o prendi la palla molle e vai in cameretta.”.

Fermo, deciso. Di contro, urlare sarebbe un po’ sopra le righe, poco compreso, confuso, tu ti agiti troppo e lui o lei non capisce bene la gravità nel messaggio.

Come smettere di urlare ai bambini in 28 giorni.




Prima settimana

Annota le occasioni e i trigger che ti fanno imbestialire. Per quali motivi sopra citati ti scatta l’urlo insensato? Quali occasioni ricorrenti ti fanno diventare HULK, l’uomo verde? La prima settimana è facile, si tratta solo di osservare.



Seconda settimana

Qui inizia il cambiamento. Immagina COSA dire e COME dirlo proprio in quelle occasioni. Poi, rivedi nella tua mente le situazioni ESATTAMENTE come vorresti viverle, con frasi, parole, dialoghi, scambi di battute tra te e i figli, e perfeziona, varia, preparati nei minimi dettagli. Pensa anche a come vuoi dire le cose che vuoi dire, tra tono di voce, volume e tua posizione (accovacciata/o, vicino, con viso sereno magari?)



Terza settimana

La terza settimana dedicala a TE. Esclusivamente a te. Trova una attività da iniziare che ti rilassi, ti faccia sfogare, sia per te e per il tuo benessere psicologico. Qui trovi 5 suggerimenti in un mio altro blog. Ti parlo di “time out” dei genitori, di movimento aerobico, di meditazione… Scegli una attività, che duri anche pochi minuti al giorno e falla, in serena tranquillità, costante per tutta la settimana.



Quarta settimana

La quarta settimana è l’applicazione di tutto. Continua a fare quello che fai per te (corsa, camminata, respiri, meditazione, yoga…), rivedi nella mente le situazioni che ti sei precedentemente e sapientemente preparata/o come alternativa alle urla e poi inizia ad applicarle. Almeno una volta al giorno. Dopo ciascuna nuova situazione, vissuta COME VUOI, scriviti COME TI SENTI ADESSO. Scrivi cose come: bene, meglio, da Dio, rilassata, amorevole, corretta, serena, zen… Scrivi ciò che vuoi e che ti ricordi le emozioni che provi a gestire i tuoi figli con calma e fermezza.





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