COME PUOI AIUTARE TUO FIGLIO QUANDO PROVA ANSIA PER LA SCUOLA?

Come puoi AIUTARE tuo figlio quando prova ANSIA per la SCUOLA?

Provare ansia per la scuola è più comune di quanto si pensi: c’è chi manifesta il disagio verbalmente, chi sente mal di pancia, chi lo finge, chi fa i capricci…



TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!


Cosa fare allora se tuo figlio non vuole andare a scuola e ha paura di sbagliare, della maestra che lo sgrida e urla, degli altri compagni? Non ho le risposte magiche naturalmente – ormai mi conosci – ho però delle domande magiche, in primis per capire e poi per far agire direttamente tuo figlio.

1.Fai domande per capire quale sia il disagio.
Perché prova ansia per la scuola? Cosa la provoca? Un compito? L’insicurezza per quest’ultimo? Un insegnante scortese o aggressivo? Dei compagni? E’ fondamentale quale sia il disagio. Tuo figlio resta da solo tante ore della giornata: si confronta con altri, affronta compiti nuovi, vive giudizi e verifiche… Lo sai benissimo, essere studente a volte è duro e ingiusto.

2.Se si tratta dello studio…
Fatti domande e indaga su internet. Studia bene o perde tanto tempo sui libri? Sì, hai letto bene: “perde”. Lo studio non deve essere una sofferenza ma fonte di conoscenza. Ha un metodo di studio? Ci sono libri che possono aiutarti ad aiutarlo? Ma certo che sì, te ne parlo proprio perché conosco corsi e libri di esperti che aiutano a studiare. Pensala a confronto di ciò che fai tu? Per scrivere al computer, è più facile e veloce con un dito o con dieci? (ma anche se fossero 7…!) Per imparare a cucire c’è un metodo, fare a maglia pure, correre, nuotare, per tutto c’è un metodo: perché non per studiare?



Diventa genitore leader e coach dei tuoi figli: coach comportamentale e leader emotivo » Figli Felici » Debora Conti
Diventa genitore leader e coach dei tuoi figli: coach comportamentale e leader emotivo » Figli Felici » Debora Conti
Diventa genitore leader e coach dei tuoi figli: coach comportamentale e leader emotivo » Figli Felici » Debora Conti
Diventa genitore leader e coach

Qui impari come parlare, come chiedere, come accompagnare emotivamente e come guidare a livello comportamentale. Aiuta i tuoi figli con la guida emotiva e comportamentale della PNL della Positive Discipline e dello Yale Parenting Method. » Offerta in corso » TUA per 79€ anziché 97€

Clicca qui



3.Se si tratta dell’insegnante.
Dunque, come prima regola cercherei di non andare contro l’insegnante a prescindere. Parlar male dell’insegnante a casa è controproducente per tutti. L’insegnante perde di autorevolezza ma anche la figura dell’educatore in generale… E il genitore ne fa parte. Non parlare male dell’insegnante quindi. Se fa cose che tu ritieni dure o esagerate parlane con l’insegnante stesso e poi al preside se necessario. Se l’insegnante cerca solo di mantenere un po’ di disciplina (e silenzio) in classe, probabilità molto più comune, allora spiega a tuo figlio che la maestra o il maestro vorrebbero collaborazione. Mettili nei panni dell’insegnante: se volessi dire qualcosa alla classe anche tu, non sarebbe più facile se tutti ti ascoltassero? Magari in silenzio? Cosa faresti? Come chiederesti silenzio? E così si scopre che se la maestra batte le mani lo fa per attirare l’attenzione senza sgolarsi (non un ottimo modo ma comprensibilissimo!).

Lo sapevi?

Lo sapevi che le intelligenze sono nove? Non esistono solo l’intelligenza linguistica o matematica, esistono l’intelligenza esistenziale, spaziale, naturalistica, musicale… guarda qui tutte le intelligenze individuate da Gardner (https://figlifelici.deboraconti.com/sette-intelligenze-podcast/).

4.Se si tratta di compagni
I compagni non giocano con lui? Lo isolano? O peggio, lo insultano? Devo dire che oggi i bambini sono meno “cattivi” di una volta. Le grandi diversità che spaventano gli adulti non toccano minimamente i nostri figli. Ce n’è una che non mangia il prosciutto, l’altro che disegna durante religione e uno che ha la pelle marrone come il cioccolato. Punto. Ciò che invece potrebbe generare ansia per la scuola è il fatto di restare da soli all’intervallo, di essere esclusa dal cerchio delle amichette. E allora, anche qui, prima di minimizzare oppure prima di dare la colpa agli altri e parlarne male, chiediti se puoi fare qualcosa per avvicinarli. Puoi invitarne a casa qualcuno a volte? Puoi fermarti ai giardinetti con i compagni dopo la scuola a volte? Puoi comprargli un gioco o le carte da scambiarsi all’intervallo?


Aiuta i tuoi figli a tornare al peso giusto. Aiutali a mangiare per fame vera, a gustare le verdurine, a sapere quando sono sazi » Figli Felici » Debora Conti
Aiuta i tuoi figli a tornare al peso giusto. Aiutali a mangiare per fame vera, a gustare le verdurine, a sapere quando sono sazi » Figli Felici » Debora Conti
Aiuta i tuoi figli a tornare al peso giusto. Aiutali a mangiare per fame vera, a gustare le verdurine, a sapere quando sono sazi » Figli Felici » Debora Conti
Figli Felici a tavola

Con questa formazione, li inviti a scegliere il giusto atteggiamento con il cibo SENZA DIRGLIELO, con coinvolgimento, i giusti complimenti, le giuste ripetizioni, condizionando l’ambiente e in armonia… » Offerta in corso » TUA per 79€ anziché 97€

Clicca qui


5.E se l’ansia da scuola dipendesse dalle (esagerate) aspettative dei genitori?
Ecco, l’ho detto. Non è da poco, non è raro, è piuttosto comune vedere genitori super demanding nei confronti dei propri figli, hanno aspettative altissime su voti scolastici e mostrano delusione e tensione se il figlio porta a casa un voto – a detta loro – mediocre. Intendiamoci, io sto dalla parte del voto “mediocre”. Spesso questo voto è un bel 7, non 10 come si usa molto fare oggi. Il 7 implica magari che ha capito ma che alla fine si è distratto. E allora? Piuttosto che arrabbiarsi, allenatevi serenamente a casa per velocizzare i ragionamenti e le risoluzioni. Mi permetto un pensiero extra: statisticamente si sa, le persone che lavorano per ciò che hanno studiato sono poche. La scuola serve per un metodo, per crescere socialmente ed emotivamente, oppure per dare nozioni precise che serviranno sul lavoro? Pensaci se fino a ieri ti aspettavi sempre un 10.

bambini felici sicuro di se » PNL & Bambini » Debora Conti » Sperling & Kupfer » Figli Felici » Crescita Personale » Debora Conti In generale, come vedi, le domande da rivolgersi sono per te se e come puoi aiutarlo agevolando le sue soluzioni e per lui promuovendo soluzioni alla sua altezza. E questo dona potere e stima di sé.



TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!

Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Come puoi AIUTARE tuo figlio quando prova ANSIA per la SCUOLA?” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Figli Felici. Ciao, grazie e a presto!


Rendi il tuo stile educativo amorevole & strutturato. Aiutali a crescere nel mondo: diventa oggi leader emotivo e coach comportamentale dei tuoi figli. Ti seguirò passo passo anche nel gruppo di supporto incluso. Puoi iniziare adesso con la formazione online.







Articoli più letti…


Un MODO EFFICACISSIMO per rispondere a una “SPIATA” sul FRATELLO » Autostima dei figli » Metodo Figli Felici » Debora Conti Un MODO EFFICACISSIMO per rispondere a una “SPIATA” sul FRATELLO
“Mamma mamma, Luchino ha fatto cadere il bicchiere“ Come si affrontano le “spiate” dei fratelli? Cosa gli si dice? Quale atteggiamento migliore da mantenere? Innanzitutto, perché i bambini fanno gli spioni sui loro fratelli (o a scuola sui compagni)? Forse perché gli piace vederli nei guai? Forse perché vogliono vedere come se la… Prosegui


Come EVITARE di URLARE ai BAMBINI (per quanto possibile) » Crescere figli sereni » Metodo Figli Felici » Debora Conti Come EVITARE di URLARE ai BAMBINI (per quanto possibile)
Abbiamo già parlato del perché urliamo nonostante tutti i nostri buoni propositi (puoi leggere qui l’articolo in merito al funzionamento della parte libica del nostro cervello), ti ho anche già suggerito tre modi per cambiare il contenuto di quelle frasi dette con impeto, almeno per correggere le parole, se non possiamo sempre contenerci… Prosegui


Sgridare i FIGLI DEGLI ALTRI? 2 motivi per NON FARLO » Crescere bambini sereni » Metodo Figli Felici » Debora Conti Sgridare i FIGLI DEGLI ALTRI? 2 motivi per NON FARLO
Dì la verità? Hai mai avuto voglia di sgridare il figlio di un altro? Io sì. Come no. Il problema è che non si fa. Lo si riprende, gli si spiega quella cosa che non va ma… Ma non si può sgridare i figli degli altri. La scena: Bambino di un anno più grande spintona violentemente il figlio (di 4 anni) di una mamma al parco. La mamma… Prosegui


Comments 5

  1. Ciao Debora. Il tuo articolo mi ha dato degli spunti di riflessione anche se ho un dubbio su come responsabilizzare mia figlia di 8 anni a fare i compiti e controllarsi lo zaino. Ogni giorno le devo ricordare di controllare il diario per veredere quali compiti deve fare e per organixzzarsi la cartella per il giorno dopo. Se deve studiare legge una volta e poi mi chiede di farle delle domande. Io le ho spiegato che deve leggere cendo quello che sta leggendo più volte e poi mi racconta quello che ha capito. Che questo vuol dire studiare. Pratica equitazione ma non vedendo nessun impegno da parte sua le ho detto che se non si impegna di più, a malincuore deve rinunciare allo sport. Ieri dopo l’attività doveva fare i compiti per oggi ma non li ha fatti e non si è preparata neanche lo zaino. e così per giovedì devo disdire la lezione di equitazione perchè prima viene la scuola.
    E’ in terza e son due anni che le dico di controllare i compiti dopo la merenda.

    secondo te sbagllio qualcosa? io non so più cosa fare…le dobbiamo dire sempre tutto…di fare la pipì quando si alza dal letto, lavare i viso…lavare le mani prima di mangiare….mi sembra di avere una bambina di due/tre anni non di 8 🙁
    Roberta

  2. Ciao carissima Roberta,
    ti capisco, anche io mi trovo certe volte a ripetere le stesse cose.
    Bisogna fare diverse considerazione:
    ha “solo” 8 anni ma ha “già” 8 anni. La miglior cosa che ti suggerisco è di creare delle routine, sia per l’igiene personale sia per i compiti e il diario. Quando le routine sono create, ti suggerisco di spronarla a seguirle NON dicendo le cose, ma chiedendole cosa c’è da fare, e poi? e poi? Responsabilizzandola.
    Considera il silenzio, se ti chiede cose “pleonastiche” non devi necessariamente rispondere alla 101sima volta. Sii presente ma non rispondere. Considera le “conseguenze” che non sono punizioni. Togliere equitazione come conseguenza è più logico che toglierla come punizione. Toglila per mancanza di tempo, di organizzazione da parte sua… Naturalmente se vorrai approfondire i concetti, trovi tutto sulla formazione online.

    Buona educazione,
    Debora

  3. Ciao Debora, grazie per i tuoi articoli e per i libri che trovo preziosissimi!
    Mio figlio ha iniziato la scuola dell’infanzia ma ha difficoltà a socializzare con i compagni e soprattutto soffre per l’educazione “mortificante” delle maestre che tendono sempre a colpevolizzare i piccoli senza valorizzare i lati positivi (ex. se sei dispettoso nessuno giocherà con te / non si fa popò durante il pranzo o ti portano via il piatto / non usciamo a giocare in cortile perchè avete disobbedito ecc.). Ho parlato con le insegnanti senza ottenere nulla, come posso aiutarlo a proteggersi dalle “parole che lo fanno diventare triste e arrabbiato” (come dice lui)? grazie mille

    1. Post
      Author

      Ciao Giada,
      grazie intanto.
      La fortuna è che tu te ne accorgi, che le maestre non sono il “caregiver” di riferimento (siete tu e il papà o i nonni se molto presenti). Se non puoi parlare esplicitamente con loro… Potresti ristrutturare davanti a loro? Del tipo, “no, mio figlio non è dispettoso, è vivace” oppure dire davanti a loro che le maestra lo dicono con divertimento… Quella storia della popo è esagerata, quella della punizione del giocare fuori la sento anche io purtroppo… A casa, pian piano con tuo figlio puoi fare sempre ristrutturazione. “anche se la maestra dice dispettoso è perché alle volte perde la pazienza, sei solo curioso, magari puoi aiutarla la maestra ogni tanto, cosa dici?”
      Se ti capiterà di parlare ancora con loro falle sentire capite da te e insinua idee sotto forma di domande, “Ma secondo lei… ”

      Ciao ciao

      1. Grazie mille, metterò da subito in pratica i consigli
        Mi piacerebbe approfondire il metodo con degli incontri dal vivo… a presto!

Rispondi a Giada Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *